V CIRCOLO DIDATTICO di Cologno Monzese

Fiabe e favole

Favole e fiabe inventate dai bambini della classe IV A – Scuola Primaria Pascoli

Anno scolastico 2007-2008

Progetto “ LEGGI TU CHE LEGGO ANCH’IO”

 

LO SCOIATTOLO E L’ORSO

 

Una volta c’erano uno scoiattolo molto intelligente ma permaloso, e un orso molto aggressivo.

Un bel giorno lo scoiattolo andò in cerca di ghiande per fare provviste; mentre cercava, incontrò l’orso che lo prese in giro dicendo che lui era piccolo e debole mentre lui, l’orso, era grande e forte. Poi, canzonando ancora il piccolo scoiattolo, si incamminò verso la sua tana. Allora allo scoiattolo, che era piccolo, ma intelligente, venne un’idea: prese del miele nella sua dispensa e lo sparse ai piedi di un albero nella cui cavità c’era nascosto un alveare.

L’orso passando di lì, golosone com’era, si buttò su quel ben di dio e cominciò a mangiare con avidità. Ma le api di ritorno all’alveare credettero che l’orso avesse rubato loro il miele e cominciarono a punzecchiarlo. Così l’orso se la diede a gambe levate e lo scoiattolo se la rideva a crepapelle

( scritta da Giulia O. )

 

 

L’AMICIZIA RUBATA

 

Una volta in un bosco, vivevano un cane, una volpe e un coniglio che aveva un enorme orto pieno di ortaggi.

Poiché la volpe era invidiosa dell’amicizia tra il coniglio e il cane, propose al coniglio una sfida: una gara per vedere l’orto più bello”, il giudice sarebbe stato il cane. Ma la notte, mentre il coniglio dormiva, la volpe gli rubò alcuni ortaggi e li trapiantò nel suo orto. L’indomani mattina chiamò il cane per fargli vedere quanto era bello il suo orto. Ma il cane , che era buono, ma non stupido, si accorse dell’inganno e la disprezzò per quello che aveva fatto.

Da quel giorno non fu più amico della volpe perché l’amicizia non si deve ottenere con l’inganno

(scritta da Islem)

 

 

I TREDICI FIGLI

 

C’era una volta una mamma che aveva tredici figli, dodici femmine e un maschietto che si chiamava Fagiolino .

Il papà era morto e Fagiolino, che era il maggiore, si occupava delle sorelle quando la mamma non c’era.

Una mattina appena sveglio, Fagiolino vide un foglio sul tavolo della cucina; chiamò le sorelle e tutti in cerchio lessero la seguente lettera della mamma:

“Purtroppo devo lasciarvi per cercare un lavoro perché non ho più niente da darvi da mangiare, siate buoni ed aspettatemi, io ritornerò”.

Fagiolino si occupò delle sorelle, preparò una zuppa, e quando fu sera le mandò a letto.

Ma dopo cinque giorni la mamma non era ancora tornata, così Fagiolino decise di andare a cercarla.

Ma le sorelle vedendolo partire si misero a piangere, così Fagiolino dovette portarsele dietro.

Ad un certo punto, in un prato dove si era fermato per far riposare e giocare le sorelline, vide un bagliore provenire dalla cima di un albero.

La luce divenne via via più accecante e alla fine comparve una fata. La fata disse a Fagiolino che poiché era stato bravo con le sue sorelle avrebbe esaudito un suo desiderio.

Fagiolino chiese allora un lavoro per la mamma vicino a casa e la fata fu contenta di esaudire questo desiderio. Poi disse:” Vai a casa e troverai la tua mamma.” Così Fagiolino e le sorelle ritornarono a casa e trovarono la mamma che gli raccontò di aver trovato lavoro vicino casa e che da quel giorno non avrebbero più sofferto la fame. Così da quel giorno vissero sempre felici e contenti.

( scritta da Dalila)

 

 

SIMON E LA PISTOLA MAGICA

 

C’era una volta un piccolo astronauta, lui viveva in una piccola astronave parcheggiata in un praticello sul pianeta Terra.

Questo astronauta che si chiamava Simon fu il primo astronauta ad atterrare su Marte.

Simon aveva un’arma segreta: la pistola spaziale, l’aveva rubata da un marziano, un certo Coccodric, un marziano malvagio e spietato con il corpo da coccodrillo, tutto rosso e con una coda che alla fine aveva tanti pungiglioni velenosi.

La pistola rubata a Coccodric poteva neutralizzare qualunque cosa e molte volte Coccodric aveva mandato i suoi scagnozzi per recuperarla, ma senza riuscirci. Un giorno Simon dovette andare in perlustrazione su Venere e dai vetri della navicella controllava la situazione spaziale.

Ad un certo punto sentì un gran botto sul tetto della navicella e improvvisamente Coccodric comparve nello spazio, seguito dai suoi scagnozzi.

Simon era solo e per quanto lottasse coraggiosamente stava per soccombere. Quando ad un tratto comparve un’altra navicella, quella di Eric, per fortuna un suo amico Coccodric lo affrontò e lo punse col pungiglione, ma questa mossa permise a Simon di usare la sua pistola su Coccodric e lo neutralizzò. Tutti gli altri nel vedere la fine di Coccodric se la diedero a gambe.

Simon subito estrasse il pungiglione dal corpo di Eric che tornò a respirare, poi lo ringraziò per l’aiuto.

Quindi tutti e due andarono su Venere e si divertirono un sacco nel

luna-park fra le rocce.

( scritta da Andrea)

 

 

LA COCORITA E IL GATTO

 

C’erano una volta un gatto abile e una cocorita dispettosa.

Un giorno il gatto vide la cocorita in gabbia e pensando di essere solo si avvicinò a lei e miagolando e soffiando aprì il cancelletto della gabbia.

Ma un piccione viaggiatore vide il gatto e decise di andare in picchiata sulla schiena del gatto.

Il gatto lo schivò e il piccione andò a sbattere con il becco a terra e così i medici piccioni gli ingessarono il becco.

L’indomani il gatto ritornò dalla cocorita, ma lei studiò un piano: quando il gatto avrebbe aperto il cancelletto, una decina di passeri suoi amici sarebbero andati in picchiata verso di lui facendogli la pipì sul naso. Così fecero e il gatto infastidito e impuzzolito se ne andò in malo modo e non provò mai più a mangiare la cocorita.

( scritta da Tecla)

 

 

IL LEOPARDO E LA SCIMMIA

 

Una volta una scimmia molto prepotente e molto sciocchina decise di fare uno scherzo al leopardo che era molto agile: la scimmia salì su una palma e quando vide passare un leopardo, che come al solito stava facendo una gara con un abitante di Giunglandia, gli tirò addosso una noce di cocco e scoppiò a ridere. Ma il leopardo salì in fretta sull’albero e fece cadere la scimmia, poi scosse la palma e alla scimmia caddero addosso banane e noci di cocco.

Morale: chi la fa l’aspetti!

( scritta da Giulia C. )

 

 

LA FAMIGLIA MEZZA POVERA

 

Cera una volta una famiglia composta da papà, mamma e due bambini. Il papà faceva il boscaiolo e per recarsi al lavoro doveva prendere il treno, perché lui abitava in città e la macchina serviva alla moglie per accompagnare i bambini a scuola e per le necessità familiari.

Per prendere il treno, il papà doveva alzarsi la mattina molto presto e quando ritornava la sera era così stanco che non riusciva neanche a parlare con i suoi bambini. Mangiava e poi andava subito a letto, perché dopo poche ore doveva alzarsi per andare di nuovo a lavorare.

Un giorno fortunato, mentre tagliava legna nel bosco, il papà incontrò uno gnomo che gli chiese dell’acqua. Lui, siccome era generoso, gliela offrì, e lo gnomo per ringraziarlo gli chiese di esprimere un desiderio .

Il papà chiese allora di avere una macchina e lo gnomo prese il suo cappello e lo trasformò in una macchina nuova fiammante.

Così il papà, da quel giorno, non fu più costretto ad alzarsi prestissimo e riuscì a rimanere alzato la sera con i suoi bambini e giocare con loro e il sabato andare a fare lo shopping con la famiglia.

( scritta da Sara)

 

 

IL PAESE DELLE MAGIE

 

C’era una volta, c’è adesso e ci sarà per sempre un paese popolato da elfi, streghe e ragazze dai poteri straordinari. In questo paese viveva la principessa Sherazad che aveva il potere di comandare gli elementi.

Ovviamente in ogni paese c’era una pecora nera: cioè la strega Nerissa che si voleva impossessare del reame.

La regina Nessil e il re Horus preoccupati per il loro regno andarono da Nerissa a chiederle spiegazione del suo comportamento offensivo. Ma Nerissa non li ascoltò e li imprigionò nel suo castello.

La principessa Sherazad avendo saputo la notizia, volle chiedere alla sua governante di poter andare a liberare i suoi genitori, ma la governante, alleata della regina Nerissa, disse di no.

La principessa presa dal dolore, andò a dormire, ma all’una di notte scappò dal castello per andare da Nerissa. Appena arrivata, Nerissa comparve e si scatenò una terribile battaglia tra la principessa e la strega. Tra lampi e fulmini, saette e formule magiche, alla fine la principessa Sherazad vinse e Nerissa fu sconfitta. Così Sherazad liberò i suoi genitori e tutti i fedeli alleati del re che si trovavano in prigione, Nerissa fu esiliata.

Da quel giorno la famiglia reale visse felice e contenta.

(scritta da Giada)

 

 

LA SPADA LUMINESCENTE

 

C’era una volta un cavaliere di nome Cuculem e una principessa di nome Arianna che vivevano in un castello molto bello. Attorno al castello c’era un fiume e delle trappole per i nemici.

Un giorno quando il cavaliere stava dormendo insieme alla principessa, una strega malefica entrò dalla finestra del castello e portò via la principessa Arianna con la scopa.

Il principe prese il suo cavallo e andò in cerca della principessa; andando avanti nel bosco vide una grotta con una spada luminescente. La prese e continuando il cammino incontrò una guerriera anche lei con una spada luminescente.

La guerriera chiese al principe dove stava andando e saputo il fatto decise di aiutare il principe a liberare Arianna.

La strega, vedendo arrivare il principe, gli scagliò contro un drago e si trasformò in un’altra principessa Arianna.

Il principe uccise il drago e poi gli comparvero davanti le due principesse Arianna.

Non sapendo chi fosse quella vera, lanciò le frecce contro le guardie e queste morendo fecero trasformare la falsa principessa in strega. Allora la strega malefica attaccò il principe, ma la guerriera da dietro, con la spada luminescente, la trafisse.

Poi il principe gettò il corpo della strega in un vulcano.

Quindi il principe, la principessa e la guerriera ritornarono al castello e da quel giorno vissero sempre felici e contenti tutti insieme.

( scritta da Stefano)

 

 

DUE AMICI INSEPARABILI

 

C’erano una volta due amici inseparabili: la talpa e l’elefante.

La talpa che sapeva fare gli incantesimi, aveva una grande testa con due occhi piccoli, il corpo cicciotello di colore nero e due piedi piccolissimi.

L’elefante aveva una proboscide piccola, anche se lui era già grande; le sue orecchie erano grandi e robuste, il corpo gigantesco come una casa.

Mentre passeggiavano nella savana incontrarono una vecchia scimmia che stava facendo i bisognini.

La scimmia chiese all’elefante: “Come mai hai la proboscide così piccola?” e l’elefante rispose che aveva dovuto tagliarla per colpa di un infezione.

Poi la scimmia chiese all’elefante e alla talpa un favore perché lei era troppo vecchia per quell’impresa. Il favore consisteva nel recarsi sul monte Ghirlanda e prendere una bambola magica che avrebbe liberato la foresta da una maledizione, ma l’impresa era pericolosa perché su quel monte abitava la dea del male che li avrebbe ostacolati con la sua luce brillante.

L’elefante e la scimmia accettarono e l’indomani si incamminarono. Arrivati nei pressi del monte incontrarono degli spettri del male, ma poiché la talpa sapeva fare un incantesimo contro gli spettri, questi svanirono.

Quando furono in cima al monte trovarono la bambola, ma era già notte e così si accamparono. A notte inoltrata videro una luce: era la dea del male con la sua luce abbagliante e altri spettri dell’oscurità.

L’elefante senza paura li affrontò, ma non ci riuscì; allora la talpa fece un altro incantesimo poi i due animali si rifugiarono dietro un cespuglio, ma inciamparono e caddero e la bambola si ruppe. Ma essendo una bambola magica si ricompose all’istante e ritornò nelle zampe della talpa. Poi la talpa prese la bambola e rivolgendola verso la dea del male pronunciò una formula magica e i due amici si ritrovarono improvvisamente davanti alla vecchia scimmia.

Tutti gli uomini e animali che erano morti sul monte per prendere la bambola ritornarono a vivere e attraverso un incantesimo pronunciato dalla scimmia la strega scomparve per sempre.

Da quel giorno tutti vissero felici e contenti.

( scritta da Fabrizio)

 

 

I TRE MOSTRI MARINI

 

C’erano una volta tre mostri marini che vivevano nell’Oceano.

Un giorno due pescatori che pescavano in quel punto li videro, fecero una foto e la vendettero ai giornalisti . Con i soldi comprarono una barca, ma quando la provarono sul mare, la barca si mise a volare.

Spaventati cercarono di atterrare, ma la barca atterrò nell’oceano proprio dove c’erano i mostri marini. I mostri marini però non erano cattivi, anzi procurarono anche del pesce per i pescatori.

Da quel giorno per i due pescatori pescare fu più semplice .

(scritta da Massimo)

 

 

LA BAMBINA E IL PAPA’ CORAGGIOSO

 

C’era una volta una bambina di nome Valentina che abitava con i suoi genitori.

La bambina aveva un coniglietto bianco con il quale passava molto tempo.

Un giorno la mamma uscì a fare la spesa, ma alle 12.30 non era ancora tornata, così la bambina cominciò a preoccuparsi. Verso le 17, quando tornò il papà chiese spiegazioni, ma il papà la tranquillizzò e le disse di andare a fare un pisolino.

Ad un certo punto fu svegliata da un frastuono, così si svegliò e scendendo in salotto vide il papà preoccupato che le raccontò che la mamma era stata rapita da un drago, lui aveva cercato di liberarla, ma non c’era riuscito. Però era riuscito a farsi dare da un suo amico mago la spada magica contro i draghi.

Così uscirono e andarono verso la grotta del drago, il drago uscì, ma non riuscì a muoversi che subito il papà lo affrontò con la spada.

Incominciarono così la lotta, quando… improvvisamente dalla grotta uscì la mamma e disse di non fare del male al drago perché in realtà il drago era un bambino che cercava una mamma e che un mago cattivo lo aveva tramutato in drago.

Poi la mamma gli diede un bacio e il drago si tramutò in bambino e in seguito vissero tutti insieme come una famiglia.

( scritta da Ilenia)

 

 

IL CONTADINO E IL SUO ASINO

 

C’era una volta un contadino che coltivava del grano stupendo e ne ricavava una farina buonissima che poi vendeva al mercato.

Un giorno, mentre tornava dal mercato con il suo asino, incontrò un orco che gli disse di andare con lui che gli avrebbe dato un asino più giovane e forte.

Il contadino rifiutò la promessa dell’orco, ma visto che l’orco si era arrabbiato per il rifiuto, il giorno dopo decise di lasciare l’asino a casa e andare al mercato a piedi. Con il ricavato della farina decise di comperarsi un fucile per difendersi dall’orco nel caso si fosse fatto vivo.

Mentre era sulla via di casa gli comparve davanti l’orco , allora il contadino sparò in aria per intimorirlo, ma quello gli tolse il fucile, lo prese per la collottola e lo portò a casa sua.

Nella casa dell’orco c’era anche la moglie con i suoi figlioli.

L’orco ordinò alla moglie di buttare il contadino in cantina e di farlo ingrassare.

Ma il contadino non aveva tanta voglia di mangiare e pensava ad un piano per fuggire. Quando l’indomani scese in cantina uno dei figli dell’orco per dargli un piatto di pasta, il contadino gli diede una botta in testa, gli prese i vestiti e si avviò a fare colazione con il cappello calato sul viso per non farsi riconoscere.

La moglie del contadino gli diede la colazione e poi lo lasciò uscire, come tutte le mattine a far legna pensando fosse il figlio.

Ma appena fu nel bosco il contadino fuggì verso la sua fattoria, prese il suo asino e poiché non voleva altri fastidi si trasferì in un altro villaggio dove non c’erano orchi.

( scritta da Vincenzo )

 

 

BART E I MOSTRI DEL CIELO

 

C’era una volta un bambino di dieci anni di nome Bart.

Un giorno passeggiando nel bosco incontrò un mago di nome Merlino.

Questo gli offrì una bevanda, Bart accettò, ma dopo averla bevuta si sentì tremare e vide tre mostri: uno del sole, uno del ghiaccio e uno del tuono.

Poi i mostri scomparvero, il mago gli regalò in seguito una bacchetta magica e gli disse di chiamarlo ogni volta che fossero comparsi i mostri.

Passò un po’ di tempo e un giorno, mentre ritornava da scuola ricomparvero i mostri. Bart invocò il mago che arrivò come un razzo, ma nel frattempo i tre mostri lo avevano circondato. Allora Bart fece una magia e si liberò dei mostri. Il mago rimase a bocca aperta e il bambino raccontò che questa sua forza l’aveva dalla nascita . Allora il mago gli propose di lottare con lui per sconfiggere i tre spiriti malefici che comandavano le forze del male e cioè Superghiaccious, Supersolaris, Furiadragonlampis. Che si trovavano sul monte Tenebroso.

Bart accettò e così si diressero al monte.

I tre mostri li stavano aspettando, ma il mago e Bart uniti nella loro forza e magia fecero un incantesimo e sollevarono un ciclone che scagliò i tre spiriti lontano nello spazio dove scomparvero.

Da quel giorno vissero sempre felici, ma attenti sempre a ciò che succedeva intorno.

( scritta da Antonio)

 

 

IL LEONE E LA LEPRE

 

Cerano una volta un leone e una lepre che vivevano nella savana. La lepre era piccola, veloce e furba, il leone era grande robusto e forte e amava cacciare le lepri. Un giorno soleggiato, la lepre uscì dalla sua tana per godere della bella giornata. Il leone sapendo che la lepre sarebbe uscita di casa a causa del bel tempo, si appostò dietro ad un grande cespuglio per aggredirla. Mentre la lepre saltellava, improvvisamente il leone balzò su di lei. Ma la lepre con un balzo schivò l’attacco e corse velocemente in una piccola fessura di un albero. Il leone tentò di afferrarla, ma invano. Il buco era troppo piccolo. Così rimase a bocca asciutta.

Morale: non sempre la forza e la grandezza sono un vantaggio.

(scritta da Luca, Matteo, Leonardo, Giulia S. e con il contributo di tutti i bambini della classe IV A)

1 Response to "Fiabe e favole"

belle :)

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